
Lavorando nella scuola ho sempre avuto fiducia di chi ne fa parte anche se ero già ben cosciente che in ogni plesso scolastico ci possono essere una o più persone adulte con problematiche che mettono in discussione il loro operato come educatori, come insegnanti. Finora guardavo con fiducia la maggioranza delle persone positive e volenterose che fanno il loro lavoro con serietà e cercano di dare il meglio ai nostri ragazzi cercando di insegnare bene e in modo costruttivo attraverso un rapporto di stima e fiducia reciproca. Nella scuola primaria di mia figlia ogni anno abbiamo cambiato insegnante di italiano ed è venuto a mancare un punto di riferimento per i bambini dato che l'unica insegnante di ruolo presente sul modulo è l'insegnante di matematica a partime 12 ore settimanali. Così questi bambini hanno sempre visto facce nuove ed ogni anno hanno dovuto ricominciare da capo relazioni sia con i nuovi insegnanti che con i nuovi bambini inseriti nella classe, quest'anno sono stati 3. Ho sempre posto queste novità a mia figlia come ricchezza di conoscenze ed elasticità nei rapporti, ma da due giorni, dopo aver conosciuto meglio il supplente di scienze, dopo avergli parlato già per la seconda volta ( già la cosa mi scoccia perchè io in quattro anni non ho mai rivolto lamentele e non mi piace spettegolare fuori dalla scuola) e dopo aver preso coscienza che oltre a non saper fare il suo mestiere ha anche l'incapacità di mettersi in discussione , HO PER LA PRIMA VOLTA PAURA.
Guardate non è solo un problema mio, anzi mia figlia è davvero poco coinvolta se non nella scocciatura di sentire sempre e costantemente questo insegnante urlare con un tono davvero "troppo". C'è chi l'ha definito disumano e io che l'ho avuto a lavorare un paio di mesi nella mia scuola e che l'ho sentito con le mie orecchie vi assicuro che ha fatto paura anche a me che sono grande grossa e vaccinata. Quando c'è lui in classe alcuni bambini si picchiano e fanno la malora. Lui esce all'una e per parlare coi genitori interessati lascia gli altri bambini da soli ad arrangiarsi a cercare i genitori per andare a casa. Due giorni fa ho "aperto il libro", davanti alla collega di italiano che mi ha dato ragione anche se in modo elegante e soft cercando di non ledere il collega ulteriormente. L'ho messo al muro mettendolo davanti alle sue responsabilità e spero che serva. L'ho fatto davanti alla collega, insegnate di italiano di mia figlia, bravissima, perchè già a lui in privata sede, due mesi fa, avevo detto di affidarsi alle due colleghe del modulo per adottare una strategia che potesse far recuperare la sua figura agli occhi dei bambini come autorità di adulto ed insegnante. Non l'ha fatto e mi sono trovata costretta a chiedere aiuto io come genitore per evitare che la cosa continui. Ne parleranno la prossima settimana nel corso della programmazione. Altri genitori ho saputo che l'avevano già affrontato. Ormai il problema non è più solo della nostra classe ma verrà esposto e spero trovino una soluzione se no, brutto da dire, ma è meglio che quest'insegnante cambi mestiere.
La paura non mi ha lasciato da due giorni perchè ho preso coscienza che i nostri figli, andando a scuola, vanno in un luogo molto simile alla jungla e che devono imparare a combattere e a barcamenarsi già da piccoli e questo non è davvero giusto, specialmente all'interno dell'istituzione scuola.