lunedì 21 maggio 2007

Senigallia


Breve weekend a Senigallia, provincia di Ancona. Primo bagno in mare con mia figlia per questa estate che pare molto prossima ad arrivare.
Sul lungomare di Senigallia domina il mare l'unica Rotonda a mare rimasta in Italia recentemente restaurata.

La nascita della Rotonda
Questa elengante architettura balneare è il risultato di molteplici traversie, distruzioni, progetti e ricostruzioni, che hanno inizio nella Belle Epoque, allorché venne innalzata a Senigallia una piattaforma lignea per attività idroterapiche e ricreative, sul mare davanti all’hotel Bagni.
Nell’immediato dopoguerra quella prima, pionieristica attrezzatura balneare, progettata da Vincenzo Ghinelli (1792-1871) nella seconda metà dell’800 e nel 1910 ampliata e trasformata nell’albergo Bagni, viene ceduta a imprenditori privati, che subentrano alla gestione pubblica, fino ad allora affidata all’Amministrazione Comunale. La presentazione agli uffici comunali degli elaborati grafici della nuova piattaforma a mare di Senigallia è registrata il 2 maggio 1923 a nome dell’impresa Manoni. Il progetto redatto da Minetti ricalca, salvo alcune varianti, la tipologia della preesistente piattaforma su passonate, cristallizzandone le forme in materiali meno effimeri del legno. La relazione generale che correda il progetto distingue quattro componenti: il pontile di accesso, la piattaforma, i bracci laterali che allogano i camerini da bagno, e la passeggiata a mare. Quest’ultimo elemento si configura come un’innovazione rispetto alla piattaforma precedente: si tratta di una sorta di percorso aereo, largo circa quattro metri, che prosegue verso il mare l’asse principale dell’edificio. La relazione lo descrive come segue: “[…] due bracci normali alla piattaforma collegati da un arco di cerchio alle estremità ”. Tale arco si delinea come l’unico inserto curvilineo che intacca timidamente una rigida composizione cruciforme, con suggestioni quasi basilicali. La passerella della promenade sulle onde condiziona il progetto a un’insolita relazione spaziale con l’acqua, includendola come una piscina all’interno del suo percorso. La decisione definitiva di realizzare la Rotonda a Mare a Senigallia in corrispondenza del Piazzale della Penna, venne adottata dall’Azienda Autonoma Stazione di Cura e Soggiorno il 30 gennaio 1932. Fu scelto il progetto presentato dall’ Ingegnere Enrico Cardelli , in quanto,a parere dei consiglieri dell’Azienda, conteneva “le caratteristiche di genialità e di economia volute”. La Rotonda a Mare venne inaugurata il 18 luglio 1933 , imponendosi ben presto come qualificato luogo di mondanità ed intrattenimento musicale. Il 7 luglio 1935 il Principe Umberto di Savoia venne a Senigallia per inaugurare la Colonia Marina Maria Pia di Savoia e per visitare la Rotonda a Mare. Negli anni del secondo conflitto mondiale la Rotonda venne chiusa e destinata a magazzino militare. Furono gli anni 1950-1960 la stagione d’oro della Rotonda di Senigallia, vero tempio della mondanità e luogo nel quale si esibirono stelle di prima grandezza della musica leggera italiana. Verso la fine degli anni '80 la Rotonda visse una fase di progressiva decadenza che la portò alla chiusura per inagibilità.

La Rocca Roveresca
" all'interno si individuano i tufi della fondazione Romana, in grande evidenza nella parete del cortile a sinistra di chi entra; di fronte all'ingresso invece i resti di una millenaria torre quadrangolare in blocchi calcarei inglobata poi nel 1350 nella Rocchetta di Egidio di Albornoz, a ridosso della quale sorse poi nel 1450 la Rocca di Sigismondo Pandolfo Malatesti, ed infine l'intervento conclusivo del 1480 affidato da Giovanni della Rovere a Baccio Pontelli e Luciano Laurana, gli architetti ducali ma, nella sua millenaria storia, la Rocca arresasi nel 1503 a Cesare Borgia che a Senigallia compì la celebre strage descritta da Nicolò Machiavelli, non fu solo una fortezza bensì anche dimora signorile, sede di una scuola di artiglieria fondata da Guidubaldo della Rovere nel 1533 quindi, estintasi la dinastia ducale, dopo il ritorno della città sotto il dominio della Chiesa nel 1631, fu carcere pontificio ed orfanotrofio.Oggi ospita mostre d'arte e prestigiose manifestazioni culturali".

FORO ANNONARIO

Armoniosa struttura neoclassica in laterizio, a pianta circolare, è stato progettato nel 1834 dall'architetto senigalliese Pietro Ghinelli.
E' caratterizzato da un portico, che accoglie con le sue ventiquattro colonne in stile dorico, il quotidiano, pittoresco mercato di pesce, frutta e verdura.

Al centro della piazza le "triccole" con i coloratissimi saporosi prodotti dell'orto; all'ombra del porticato, al riparo dai raggi del sole che la raggiungono solo al tramonto, la pescheria.

Attualmente i locali del sottotetto sono stati splendidamente restaurati ed adibiti a sede della Biblioteca e dell'Archivio Comunale.

PIAZZA ROMA

Il Seicentesco Palazzo del Governo è attribuito all'Architetto Urbinate Muzio Oddi, lo arricchisce la fontana del Nettuno, che è secondo alcuni reperto archelogico romano; secondo altri, opera di scuola del Gianbologna; per i senigalliesi, infine, il monc' n' piazza.
Sul lato sinistro, guardando la fontana, si ammira l'imponente facciata della settecentesca dimora di Giulio Carlo Fagnani, celebre matematico senigalliese.

PALAZZETTO BAVIERA

Si affaccia sulla Piazza del Duca, a sinistra di chi guarda la Rocca.
Fu eretto per volontà di Giovanni Giacomo Baviera, zio materno e luogotenente di Giovanni della Rovere, contemporaneamente alla Rocca, forse, su progetto di Baccio Pontelli, come suggerisce l'armoniosa proporzione del piccolo cortile.

Il maggior vanto del Palazzetto è la straordinaria sequenza di stucchi, risalenti al 1590, che ornano le volte di cinque sale. Essi sono opera del celebre plasticatore urbinate Federico Brandani e illustrano episodi tratti dall'Iliade, dalla Genesi, dalla Storia di Roma e le fatiche di Ercole.


Palazzo Mastai - Museo Pio IX

La famiglia Mastai, originaria di Crema, nel 1579 si trasferì a Senigallia per esercitarvi la mercatura.
Acquisito il titolo nobiliare di Conti grazie ad una parentela per matrimonio con la nobile famiglia Ferretti di Ancona, i Mastai vi abitarono fino ai primi del 900.

Oggi il Palazzo custodisce preziosi cimeli di Papa Pio IX. Pregevoli il portale stemmato e il Salone di rappresentanza ornato di un ciclo di venti tele a soggetto biblico, opera del pittore senigalliese Giovanni Inastasi (1954-1704).


Portici Ercolani
Costeggiano la riva destra del Misa con una suggestiva sequenza di centoventisei arcate in pietra d'Istria. Ricordano nel nome il monsignore Giuseppe Ercolani (1677-1759) che li ha progettati alla metà del Settecento per volontà di Papa Benedetto XIV , al secolo prospero Lambertini al fine di ospitare annualmente la celeberrima Fiera Franca in continua espansione. Essi costeggiano la riva destra del Misa con una suggestiva sequenza di centoventisei arcate in pietra d'Istria.Il progetto originario prevedeva il raddoppio della struttura sulla riva sinistra del fiume, a breve distanza del quale si innalza la settecentesca Porta Lambertina, inserita nel perimetro delle mura erette da Guidubaldo II Della Rovere nel 1546.Il quartiere che essi delimitano oltre il fiume conserva ancora nei toponimi viari il ricordo dei mercanti levantini che qui avevano i loro magazzini che che portavano con sé, oltre le merci, anche il nome dei loro paesi di origine: Samo, Smirne, Corfù, Cefalonia, Corinto.

Chiesa della Croce
La chiesa presenta all'esterno sobri caratteri di stile tardo rinascimentale, in contrasto con lo sfarzoso interno barocco

Progettata dall'architetto ducale Muzio Oddi, la chiesa fu consacrata nel 1608 per conto della Confraternita del Sacramento e della Croce attiva nell'assistere i più bisognosi.
Presenta all'esterno sobri caratteri di stile tardo rinascimentale, in contrasto con lo sfarzoso interno barocco, caratterizzato da sei altari laterali che fanno da cornice all'autentico gioiello di questo prezioso scrigno: la Pala d'Altare dipinta da Federico Barocci nel 1592, rappresentante La Sepoltura di Cristo, sullo sfondo di un evanescente Palazzo ducale di Urbino, quale omaggio del pittore alla sua città natale. Pregevole il soffitto a cassettoni lignei e l'organo di Pietro Callido del 1792.


Pinacoteca diocesana d'arte sacra

Le sue splendide sale custodiscono prestigiose testimonianze dei secoli dal 1500 al 1800. Dal 16 maggio 1992, la Pinacoteca diocesana d'arte sacra apre all'ammirazione dei visitatori le sue splendide sale che custodiscono prestigiose testimonianze dei secoli dal 1500 al 1800. Il gioiello più prezioso della raccolta è La Madonna del Rosario e San Domenico di Federico Barocci (1535-1612), dipinto tra il 1588 e il 1592 su commissione della Confraternita dell'Assunta e del Rosario per la Chiesa di San Rocco.Vi si ammirano, inoltre, tele di Andrea Lilli, Ercole Ramazzani, del senigalliese Giovanni Inastasi, Lucia Canalini Torelli e preziosi esemplari di suppellettili sacre.Ospita mostre e manifestazioni culturali. In deposito temporaneo, proveniente dalla chiesa di San Medardo di Arcevia, Il battesimo di Cristo di Luca Signorelli.


Piazza Garibaldi

Rievoca il periodo più splendido della fiera, collocandosi al centro dell'ampliazione urbana volutala Papa Lambertini a metà del 700. Come i Portici così anche questa piazza (detta anche Piazza del Duomo) ci rievoca il periodo più splendido della fiera: infatti si colloca al centro dell'ampliazione urbana volutala Papa Lambertini a metà del 700. Le fanno da cornice le pregevoli facciate del Palazzo della Filanda (originariamente Palazzo Lovatelli), porticato nei 4 lati, la Cappella votiva ai Caduti delle due guerre mondiali, l' Auditorium di San Rocco , il Palazzo della dogana , attualmente sede di una scuola, Palazzo Becci , L' Episcopio , la Cattedrale nella cui sacrestia è custodito il Sarcofago di San Gaudenzio .Di autore ignoto, risale al secolo VI. Le figure agli spigoli del coperchio rappresentano i simboli degli Evangelisti: sul lato anteriore si trovano l'angelo di San Matteo ed il leone di San Marco; sul lato posteriore, appena identificabile, a sinistra, l'aquila di San Giovanni, a destra il bue di San Luca l'iscrizione riferisce che Sigismondo, vescovo di Senigallia, nel 590, collocò le miracolose reliquie del Santo (nato ad Efeso e morto a Rimini tra il III e il IV secolo) nel sarcofago, a custodia del quale - secondo la tradizione - la regina longobarda Teodolinda, fece costruire un tempio di cui restano solo poche vestige nella contrada chiamata tuttora San Gaudenzio.Le reliquie furono trafugate nel 1520 e traslate ad Ostra, nella chiesa di San Francesco, ove sono tuttora oggetto di devozione popolare.

Area Archeologica La Fenice

Durante i lavori di fondazione del Nuovo Teatro "La Fenice", nel 1989, sono emersi importanti reperti di età romana. Durante i lavori di fondazione del Nuovo Teatro "La Fenice", nel 1989, sono emersi importanti reperti di età romana, successivamente oggetto di sistematiche campagne di scavo. Al centro dell'area si osserva un intersezione tra un "cardo" (Nord e Sud) e un "decumanus" (Est e Ovest), appartenenti all'area periferica meridionale dell'antica Sena. La pavimentazione è ben conservata, tanto che sono ancora visibili i solchi delle ruote dei carri che vi hanno transitato. Alla sinistra di chi entra da Viale Leopardi, attraverso un varco aperto nella cortina del pentagono guidubaldino, si individuano le "tabernae", la prima delle quali era un "termopolium" (rivendita di cibi e bevande calde). Sul lato opposto si può vedere incede ciò che resta di un'ampia "domus" (abitazione signorile) che aveva l'ingresso sul "cardo". Sono ancora ben conservati i pavimenti in cocciopesto decorato con tesserine bianche e l'"impluvium" dell'atrio, pavimentato con mattoncini a spina di pesce. Durante gli scavi sono affiorate 130 fosse ad inumazione di età medievale. Di esse, una è ancora visibile in situ per evedenti scopi didattici.

Chiesa e Convento S. Maria delle Grazie

Poco fuori città sorge il complesso monumentale portato a compimento dall'ultimo erede della dinastia roveresca nel 1684. La Chiesa ed il Convento di Santa Maria delle Grazie sorgono su un'amena collina a 2 chilometri dalla città.Esse sono dovute all'adempimento di un voto fatto da Giovanni Della Rovere alla Madonna e a San Francesco per ottenere la grazia di un erede maschio. Francesco Maria finalmente nacque il 25 Marzo 1490 giorno dell'Annunciazione, al quale allude anche un piccolo rilievo in pietra sovrastante l'ingresso al cortile. Nel 1491 ebbe inizio l'edificazione del Convento su progetto di Baccio Pontelli.Il complesso monumentale fu portato a compimento dall'ultimo erede della dinastia roveresca nel 1684.Il progetto originario prevedeva due grandi chiostri, ma esso fu successivamente ridotto come si può tuttora vedere. I chiostri attuali conservano le lunette affrescate che illustrano la vita ed i miracoli di San Francesco. Autore ne è Petrus Franciscus Renulfus, pittore di Novara nel 1598. Nell'abside si ammira la Pala d'Altare del Perugino raffigurante la "Vergine in Trono ed i Santi". Nella chiesa è stato sepolto nel 1501 Giovanni Della Rovere il cui epitaffio, scolpito in pietra di paragone, si legge ancora sulla parete destra della navata. Attualmente il complesso monumentale ospita un eccellente museo di storia della mezzadria .

notizie storico - culturali tratte dal sito ufficiale del Comune di Senigallia


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