
Difficile rapportarsi con gli altri, sempre più difficile. In pochi sono disposti a mettersi in discussione e a scendere dal proprio piedistallo per accostarsi agli altri, cercare di chiarire, comprendere, VERAMENTE. Continua la politica del proprio orticello e l'umanità va a ramengo. Ognuno pensa a se stesso e crede così di potersi difendere dagli attacchi esterni. In realtà credo che invece si ottenga esattamente l'effetto opposto, che si dia nutrimento all'isolamento e all'assolutismo. Quando ci guardiamo intorno non vediamo persone serene e sorridenti perchè costringere l'anima e il sentimento a negarsi non può che rendere tristi. E' un effetto dilagante che si estende a macchia d'olio. Mi capita di vedere a volte documentari di paesi molto lontani da noi sia geograficamente che per cultura. Mostrano tribù che vivono completamente isolati, il mondo non è cambiato per loro. Non sono mai usciti dal loro abitato e non conoscono il progresso. Vivono con pochissimo e rispettano ancora riti e culture antiche che li lasciano nell'ignoto rispetto all'evoluzione del mondo ma osservandoli noti che nella loro semplicità riescono ad essere contenti. L'avere poco è la molla che fa scattare nell'uomo la voglia di muoversi e cercare ciò che gli abbisogna. Noi abbiamo tutto a livello materiale ma si sono spenti il cuore, l'anima e i sentimenti di quella luce chè è la soddisfazione, la gratificazione, il calore, il rispetto per se stessi e per gli altri.





